lunedì, aprile 20

HISTONIUM

Tratto da Storia dei Frentani di Domenico Romanelli

§. 10.

HISTONIVM.

Io ho parlato moltissimo di questa citta nelle mie Scoverte Frentane, in cui coll'autorità di Mela, di Plinio, e di Tolommeo ho fatto ben rilevare, che Histonium , ovvero Istonium sia stato 1'antico, ed indigeno suo nome. In esse io ho creduto, che Strabone non ne avesse affatto parlato, e leggendo il di lui oscurissimo testo intorno i Frentani, secondo l'interpetrazionc del Casaubono, ho argomentato, che il nome di Ortium petra piratarum non potesse convenir ad Ortona, siccome dagli antichi traduttori era stato erroneamente trascritto, e mi è sembrato di adattar questo nome alle isole Diomedee. Oggi debbo mutar parere, ed attaccato alle riflessioni, ed a' codici mss. di Strabone letti dal sig. Du-Theil non posso fare a meno di credere, che 1'Ortium Straboniano debbasi leggere Istonìum. Io reciterò le varie traduzioni di questo passo per far osservare 1' errore, in cui per lo passato si è vivuto.

Nella più antica traduzione di Strabone parlandosi de' nostri Frentani si legge (1) : Post Amiternum, quod et Ferentanorum emporium est, Buca, et Ferentanum ipsum Theano Apulo propinquum manet. Ortium est in Frentanis, petra piratarum, qui domicilia sua ex naufragiis construunt, et in reliqua vita immanitate beìluas imitari feruntur. Inter Ortium autem et Amiternum medius Sagrus excurrit amnis Ferentanos a Pelignis separans. La falsità di questa traduzione è stata ben conosciuta, e rigettata da' critici. E stato in essa avvertito, che in vece di Aterno emporio de' Frentani si è tradotto Amiternum situato assai lontano dal mare : che invece di Frentanorum si è tradotto Frentanum ipsum Theano Apulo propinquum, e se ne fece una città a tutti ignota : e finalmente si è tradotto Ortium petra piratarum, che taluni hanno adattalo ad Ortona, come il Camarra, l'Alberti, il Volaterrano, e molli lessicografi : e dippiù tra Orzio, ossia Ortona , ed Aterno si è fatto scorrere il fiume Sangro non ostante che scorre al mezzo giorno di Ortona per 12 miglia distante. Tutti questi errori geografici furono dileguati dal Casaubono nella sua traduzione Straboniana, eccettuato solamente quell'Ortium, la cui retta interpetrazione devesi all'esatto traduttore francese. Dal Casaubono adunque si tradusse : Post Aternum Orlon est Frentanorum navale, et Buca ipsa quoque Frentanorum, ac Theanum Apulum tangens. La posizione di queste città corrisponde esattamente alla loro topografia, cioè Aterno, Ortona, e Buca contermina con Teano Appulo. Segue : Est in Frentanis Ortium ( in questa corrotta parola dal greco Оρτων consiste 1'errore ) saxa a praedonibus insessa, qui sua aedificia ex naufragiis concinnant, vitamque agunt belluinam. Or siccome in questa vera traduzione si distingue bene Orton città, e navale de' Frentani da Ortium pietra de' pirati, così è stato facile a salvar Ortona da quetto aggiunto, da cui non sarebbe facile a salvarla, secondo l'altra, e più antica erronea traduzione. Il Casaubono adunque ha tutto ben tradotto, ed indovinato, eccettuandosi solamente quell'Ortium, che non sappiamo a qual luogo si debba riferire. A toglierci da questa densa caligine vengono i codici mss. osservati a Parigi dal sig. Du-Theil, ne' quali invece di Оρτιον leggesi Іστιον, cioè Histonium. Adottandosi questa lezione il testo Straboniano sarà quanto vero, altrettanto chiaro, ed aperto. Egli difatti dopo di aver parlato di Aterno, di Ortona, e di Buca fissò Istonium nel vero ordine topografico, che appellò petra piratarum pel rifugio, che vi trovavano in quel tempo i ladri di mare a cagione de' suoi seni nascosti nella marittima spiaggia. Se noi intenderemo per Ortium la città di Ortona, come taluni han creduto, si dovrà dire, che Strabone l'avesse appellala con due nomi, cioè Ορτων, ed Ορτιων contro la fede del testo, e sarà in contraddizion con se stesso, perché tra Ortona, ed Aterno avrebbe fatto scorrere erroneamente il fiume Sangro. Ma se vi leggeremo Histonium , invece di Ortium, ogni città avrà il suo natural sito, e si farà scorrere il Sangro, come al presente, tra Istonio, ed Aterno. È questa la vera lezione, ed interpetrazion di Strabone, cui ogni critico giudizioso si deve appigliare.

Quale fosse stata 1'antica magnificenza d'Istonio si argomenta chiaramente dagl'infiniti avanzi de' numerosi edificj, da cui veniva ornata. Gli storici patrj Canacci, Viti, e Caprioli (2) vi han ravvisato il teatro, le terme, moltissimi acquidotti, conserve di acqua, le mura pubbliche di opera reticolata, bellissimi pavimenti mosaici, avanzi di statue, colonne di granito orientale, ruderi di antichi tempj, ed altre antichità rispettabili. In una mutila iscrizione, che si vede tuttora nella chiesa suburbana di S. M. delle grazie, si fa menzione del pubblico macello, e de' panarj, o luoghi addetti a contenere il pane. E di questo tenore :

CERIALIS PAHIVS CANDIDVS AED.
TE MACELLVM TESELLA STRVENDAM
PANARIOS FABRICANDOS EX ME TR.
VS INIQVIS SVPPLENDIBVS AD EA
ATORIBVS CVRAVERVNT

La condizione politica d'Istonio ne' tempi dell'impero si trova fissata a colonia romana. Si crede, che così fosse distinta a' tempi di Augusto. Noi ne troviamo menzione in Frontino : Istoniis colonia, Ager ejus per centurias, et scamna est assignatus. Finitur sicut ager Bobianus. Ma se i campi d'Istonio furono assegnali, come quelli di Bojano, dobbiam dire, che la colonia vi fosse stata dedotta per la legge di G. Cesare in tempo della sua dittatura, perché allora fu parimente dedotta la colonia a quell'altra città : Bobiamum oppidum, lege Iulia milites deduxerunt. Così parimente pensò il Panvinio (3). Ne' seguenti tempi il suo stato politico si cambiò in municipio, com'è chiaro da molte iscrizioni qui trovate, in una delle quali si legge :

T. STATORIO T. FILIO PROCLO
PRAEFECTO ANNONAE LEG. X AVG.
FIDEL. PRAEFECTO FABRVM HISTONIENSIVM
PATRONO MVNICIP. EIVSDEM HIST.
VI VIRO AVG. ET. VI VIRO QVINQVENN. SAC. F.
OB MERITA . . . . . . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . STATV . . . . . . . . .

La seguente si riporta dal Fabretti (4), dal Kirchman , dal Camarra, dal Manuzio, dal Panvinio, dal Grutero , e da altri, oltre gli storici patrj :

M. BAEBIO M. F. Q. N. ARN. SEVERO MARCELLO
EQVO PVBLICO AEDILI Q. IV VIR. I. D. IV. VIR.
QVINQ. II PATRONO MVNIC. FLAMINI DIVI
VESPASIANI M. BAEBIVS SVETRIVS MARCELLVS
ET SVETRIA RVFA PATRI OPTVMO
HVIC DECVRIONES FVNVS PVBLICVM
STATVAM EQVESTREM CLYPEVM
ARGENTEVM LOCVM SEPVLTVRAB
DECREVERVNT ET VRBANI STATVAM
PEDESTREM

In quest'altra oggi riposta nella piazza di Vasto del celebre L. Pudente Istoniense, che in età di anni 13 riportò la laurea tra i poeti latini nel tempio di Giove Capitolino a Roma, si legge parimente :

L. VALERIO L. F.
PVDENTI
HIC CVM ESSET ANNO
RVM XIII ROMAE
CERTAMINE SACRO
IOVIS CAPITOLINI
LVSTRO SEXTO CLA
RITATE INGENII
CORONATVS EST
INTER POETAS LA
TINOS OMNIBVS
SENTENTIIS IVDICVM
HVIC PLEBES VNIVER
SA MVNICIPVM HIS
TONIENSIVM STATVAM (a)
AERE OOLLATO DECREVIT

(a) Questa iscrizione è stata riferita da infiniti autori, quantunque si legga in alcuni o corrotta, o mancante. Da' giuochi capitolini, di cui in essa si parla, e dal lustro sesto, che vi è segnato, si deduce, che delibasi riportare a' tempi di Trajano. Abbiamo da Svetonio, che furono essi istituiti da Domiziano : instituit et quinquennale certamen Capitolino Iovi triplex musicum, equestre, gymnicum, ne' quali si combatteva in poesia, ed in sciolto sermone in greco, ed in latino, e da lui incominciò il primo lustro. Or contandosi da questo imperadore, come notarono l'Ignarra De Palaestr. Neapol. cap. IV, ed il Tiraboschi Stor. Lelter. d'Ital. lib. I. , si troverà, che il lustro sesto venne a cadere a' tempi di Trajano, ossia nell'anno 106 dell'era volgare. Ecco adunque fissata l'epoca, in cui Istonio vantava il pregio di municipio. Si conferma da altri due versi, che furon poi aggiunti alla riportata iscrizione, che si riferiscono a' tempi dell'imp. Antonino Pio :

CVRAT. REIP. AESERN NOR. DATO AB
IMP. OPTIMO ANTONINO AVG. PIO

Col nome d'Istonio troviam parimente menzionata questa città nell' itinerario di Antonino Iter Flaminia ab Urbe per Picenum a miglia 25 da Anxano, e 15 da Uscosio nella via Trajana Frentana. Noi l'abbiam riportato nell'articolo di Uscosio. La distanza in esso segnata non corrisponde alle miglia 16, o 17, che contiam oggi da Lanciano a Vasto, e perciò abbiamo rettificate le miglia antiche a 20. Se ne parla puranche nella tavola del Peutingero con quest' ordine topografico :

ANXANO .......................................
ANNVM leg. Amnem ....................
PALLANVM .................................
ISTONIVM ...................................
III leg. VI.
IV leg. XII
XII
Qui la distanza tra Anxano, ed Istonio è di miglia 19, che senza fallo è depravata. Primieramente non conviene la distanza tra Anxano, ed il Sangro in miglia III, perché oggi se ne contano cinque, onde nella tavola segnar si doveva la distanza di sei miglia per la differenza del miglio antico col moderno. In secondo non possiam convenire per 1'altra, cioè dall'Annum corrotto da Amnem a Pallano ( città non conosciuta né dal Cluverio, né dall'Olstenio, né dal Cellario) in cui si segnano quattro miglia. Dal Sangro facendosi cammin per Atessa si passa a Pallano per la distanza di circa dieci miglia, e perciò nella tavola si doveva segnare il numero XII. Ammiro, come i citali scrittori, e specialmente 1'Olstenio, avendo fatto uso delle carte del Magini, non abbiano osservalo Pallano, che si segna al di là dal fiume, ed a fianco di Atessa. Indi dalla falda del monte, su cui sorgeva Pallano, la via doveva rivolgersi per Casalanguida, e per Monteodorisio, ed arrivare ad Istonio nello spazio di altre 12 miglia antiche. Con questa correzione topografica noi avremo la giusta antica misura tra Anxano, ed Istonio per la volta di Pallano su i monti in miglia 30, che vi corrispondono con tutta esattezza, perché oggi se ne contano 23 in 24 incirca. Questa via, di cui fin qui abbiam parlato, era un diverticolo della Frentana pe' monti da Anxano a Pallano, mentre il ramo principale non lungi si discostava dalla riva del mare, segnato nell'itinerario di Antonino, e che noi a 20 miglia antiche abbiam rettificato. Dopo di questa digressione, torniani ad Istonio.

Col nome d'Istonio si appellò questa città sino all'arrivo de' Longobardi per quanto raccogliesi da varj monumenti, e specialmente dal nome di Guast Aimone, che allora ottenne. E certo, che la, parola Guast nell'antica favella germanica significhi ospizio, e l'altra voce halden dinoti tenere, onde Guast-halden significò, colui, che presedeva all'ospizio, ossia il Gastaldo. Per ospizio intendevasi quel palagio, o luogo, ove si amministrava la giustizia, sicché Gast Aimonis vai lo stesso, che hospitium, palatium , o praetorium Aimonis, cioè luogo tenuto dal gastaldo Aimone per amministrar la giustizia. Ascoltisi Camillo Pellegrino, che delle cose longobarde ci diede la storia, nel luogo, dove, rintraccia la significazione di gasthalden : Dictus est a Guast, idest hospitium, veteri Germanica, et Gallica lingua, et halden , idest tenere (5). E nella nota sottoposta addusse finanche in esempio il nostro Guast corrotto poi in Vasto : Guast Ajmonis, nunc il Vasto, Guast Girardi, et alia consimili nomine in provincia Aprutii loca dicta fuerunt, quod valebat praetorium Ajmonis, nam populi in judiciaria, ut tunc loquebantur, distributi iis praetoriis invicem discernebantur, unde locis ejusmodi accessit nomen. Se la catastrofe de' tempi, e delle vicende non cambiò, o non distrusse il sito di Istonio, gli cambiò almeno il primo glorioso nome, e lo costrinse ad ammetterne un altro nato ne' tempi dell' ignoranza, e della barbarie.

(1) Strab. de Sit. Orb. Amstelod. ap. Ioh. Ianson. 1652. Id. edente Casaubon. G. L. Amstel. 1707.
(2) Croniche mss. dì Vasto
(3) Panvin. de imp. Rom. lib.III.
(4) Fabrett. cap. VI. N. 92. Kirchman de fun. Rom. etc.
(5) Pellegr. Diss. VIII, de Ducat. Benev. cum Not. Pratill. tom. V. pag. 310.

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