domenica, aprile 19

CALELA

CALELA

Tratto da Storia dei Frentani di
Domenico Romanelli

§. 5.

ARX CALELA ET MONS LIBVRNVS

Ma quale mai sarà stata quella rocca, presso la quale Minucio maestro della cavalleria romana pose accampamento nell'agro Larinate ? in arcern in Larinate agro sitam, cui nomen est Calela , venit, et castra ibi posuit. Certamente, che fino a questo tempo da niun altro questo punto topografico è stato esaminato. Polibio 1'appellò Kαληλη Kalele, cui die 1'aggiunto di αkρα, o per dinotare, che fosse un alto colle, o piuttosto una rocca, come questa voce si prese parimente da' Greci.

Se vale la nostra congettura, noi pensiamo, che questa rocca occupasse quello stesso sito, dove si vede al presente Casacalenda. Ne conviene primieramente la distanza di due miglia da Gerione, dal qual luogo su l'eminenza di un monte, che sarà stato il Cerro, Annibale vedeva i Romani, e ne conviene parimente il nome corrotto da Calela in Caleda, come appellavasi ne' passati tempi, e poi Colenda.

Lo stes so Polibio (27) parlò ancora di un monte col nome di Liburno, presso il quale passò Annibale per portarsi a Gerione : ab exploratoribus admonitus Laceriae, et Gerunii magnam esse frumenti copiam, Geruniumque ad usum horreorum opportunum esse locum, in eo hibernare statuit, et praeter montem Liburnum. (Λιβυρνον) ad nominatas urbes perrexit. Questo monte Adunque veder dovevasi prima di Gerione, pel quale passò il Cartaginese, per assalir le di lei mura. Se Gerione adunque è stato da noi riposto nella metà del cammino tra Casacalenda, e Montorio, dove Annibale erasi fermato : se la rocca di Calele deve fissarsi nell' attuai sito di Casacalenda, dov' erasi accampato Minucio, a due miglia, da Gerione, ne viene in conseguenza, che il monte Liburno debba riconoscersi nella catena de'monti detti le Serre confinanti con Morrone, perché da Polibio è riposto dappresso a Gerione. Sotto le Serre passa oggi il regio tratturo delle pecore a Ripabottoue, che fu 1'antica via, e di qua a manca per una trasversa si va prima al sito di Gerione, e poi a Montorio.

Il sig. Cimaglia (28) attestò, che allora crederebbe Gerione nel sito di Dragonara, come voleva il Cluverio, quando prima gli si spiegasse, dove alzavavi il monte Liburno, ed il colle Calele. Egli adunque fu incerto di tutti e tre questi siti, quantunque nella sua carta della Daunia avesse riposto Kαληλη, e Gerione nella distanza di circa dieci miglia da Lucera, condro la misura esatta che ne diede Polibio.

Del resto le nostre congetture sono appoggiate al viaggio, che fece Annibale, descritto da Livio (29) con tutta esattezza. Egli dal Sannio fingendo di correre a Roma arrivò solamente ne' Peligni. Di qua voltò indietro: ex Pelignis Poenus flexit iter, e correndo alla Puglia giunse a Gerioue ; retroque Apuliam repetens Gerionem venit. Annibale adunque da' Peligni dovette correre all'Adriatico, ed ivi per la via Frentana (giacché non vi era altra via militare) arrivare a Gerione, passando pel monte Liburno. Il Romano all'incontro già accampava ne' campi Larinati : dictator in Larinate agro castra munivit, donde partì per Roma a cagione di certi sacrilicj, e lasciò Minucio alla testa dell'armata. Sotto il comando di quest'altro avvenne, che i Romani posero campo nella rocca di Calele, e che Annibale salì sul monte presso Gerione per osservarli. Chi non vede, che tutta questa scena dovette accadere in luoghi molto vicini ? Or un solo, che se ne fissa per certo, come sarebbe il campo Larinate, è ben facile la posizione di tutti gli altri.

Questo medesimo viaggio Annibalico in altri tempi fu eseguito da Cesare (30): septem omnino dies ad Corfinium (città Peligna) commoratus, per fines Marrucinorum, ( tenendo la via Valeria ) Frentanorum, (correndo per la via Frentana) Larinatium (dove fermossi il Cartaginese) in Apuliam pervenit Osservate, che Cesare ripose i Larinati ne' Frentani , dopo de' quali passò in Puglia in traccia di Pompeo.


(1) Strab. lib. 1.
(2) Plin. lib. III. cap. 13. e 14.
(3) Vedi Tav. IV. Num.1.
(4) V. Scoverte Frentan. tom.I. pag. 30
(5) Mazzoch. Colleclan. VII. ad Tab. IIeracl.
(6) Cluver. lìb.IV. cap. 9.
(7) Liv. lib.IX. cap. 16.
(8) Liv. ibi l. cap.45.
(9) Sigon. De jar. antiq. Ital.
(10) Plutarch., in Pyrr.
(11) Flor. lib. 1. cap. 18.
(12) Polyb. lib.I. cap.24.
(13) Liv, lib. XXII. cap. 61.
(14) Sil. lib. XV
(15) Cluver, ibid.
(16) V. Apulia.
(17) V. Corogr. del Sann,
(18) L. Camarr. Teat, antiq. lib. I. cap.1.
(19) V. Cliternla.
(20) Pollid. de flum. Frent, m §.
(21) Polyb. lib. III. cap.201. et. 202.
(22) Liv. lib.XXII. cap. 18. 23. 24.
(23) Cluvcr. lib. IV. cap.12. Cellar, lib.II. cap.9.
(24) Kiriat. Mem. di Cirignola.
(25) Tria Mem, di Larin. Gerion.
(26) Pollid. de Gerion, ms.
(27) Polyb. ibid.
(28) Cimaglia Antiq. Venusin, p.291
(29) Liv. citat.
(30) Caes. Civil. lib. I. cap.23.

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