domenica, aprile 19

BUCA

Tratto da Storia dei Frentani di Domenico Romanelli

§. 11. B V C A.

Non v'ha città nel nostro regno, che sia stata soggetta ad infinite dispute per la sua situazione, quanto Buca. Menzionata più volte da Strabone, da Mela, da Plinio, e da Tolommeo ella occupava un posto distinto tra le città fremane : ma quanto è certa la sua esistenza, altrettanto sembra oscuro il sito, dov'ella fu innalzata. Udiam dunque prima le testimonianze de' citati autori classici, come per base delle diverse congetture, e poi cercheremo di fissare la nostra scoverta.
Strabone il primo attestò, che dopo Aterno era situata Ortona navale de' Frentani, e poi Buca de' Frentani medesimi presso Teano Appulo. E questa la traduzione del Casaubono: Post Aternum Orton est Frentanorum navale, et Buca ipsa Frentanorum contermina Theano Apulo. Si vede adunque da questo passo, che Buca esisteva nel paese frentano dopo Ortona verso Puglia, e presso la città di Teano.

Da Tolommeo si ripose Buca anche ne' Frentani tra il Tiferno, ed Istonuio, che appellò Βουβα, invece di Βουκα : Frentanorum Tiferni amnis ostia, Buba, Istonium.
Nello stesso sito fu riposta da Pomponio Mela, quantunque il suo viaggio sia diretto dal lato contrario, cioè dall'Atomo ad Istonio : Ab eo Frentani habent Aterni fluminis ostia : urbes Bucam, Histonium.

Finalmente di tutte queste descrizioni più precisa, ed accurata è quella di Plinio. Egli prosegue il suo viaggio, come Tolommeo, dal Tiferno ad Istonio, cioè da mezzogiorno a settentrione, siccome Strabone, e Mela tennero 1' opposto lato, cioè da settentrione, a mezzogiorno. Nel corso adunque, ch'egli descrive, si legge Buca dopo d' Istonio : Sequitur regio quarta gentium, vel fortissimarum Italiae. In ora Frentanorum a Tiferno flumen, Trinium portuo sum, oppida Istonium, Buca, Ortona, Aternus amnis.


Io ho voluto recitare questi quattro testi di classici autori per far osservare le strane opinioni di molti scrittori nel riconoscere il sito di Buca. Sia il primo Filippo Cluverio, che volle situare questa città dopo il fiume Trigno dal lato di Puglia a circa cinque miglia, e per fissarla in questo luogo dovette correggere Plinio, da cui era stata riposta tra Istouio, ed Ortona, quod perperam Plinìus inter Istonium, et Ortonam ponit. Egli si appoggiò a Tolommeo : Tiferni fluvii ostia, Buca, Histonium, e calcolò i duecento stadj di Strabone, o le 25 miglia tra il lago, e Buca, e tra il lago, ed il Gargano. Ecco il passo da lui riportato (1) : A Gargano statim profundus sequitur sinus ( il golfo Uriano ) Ad eum sinum lacus est ( il lago Pantano di Plinio, oggi di Varano ) et super eum Teanum Apulum. A lacu navigatur juxta littus ad Frentanos, et Bucam ( corr. Bucanum ). Utrimque autem a lacu et ad Bucam ( corr. Bucanum ) et ad Garganum stadia sunt CC. Il Cluverio non avvertì, che in questo passo Strabone non parlò della città di Buca, ma del seno Bucano, e per conseguenza la distanza di 25 miglia presa dal lago Pantano non deve arrivare a Buca, ma sibbene al di lei seno, che si stendeva fin presso ad Interamnia, oggi Termoli. Egli da questa distanza, che credeva fino a Buca, fu ingannato a riporre questa città a cinque miglia dal Trigno. Ecco la vera traduzione di Strabone : In ipso sinu lacus est, supra quem in mediterranea Teanum est Apulum, Infatti Teano si alzava ben discosto dal lago Pantano. Post lacum autem ad Frentanos, et Bucanum praeternavigandi commoditas est. Utraque ex lacus ripa ad Bucanum, et Garganum stadia sunt ducenta. Or se poi noteremo la distanza, che passa dal lago Pantano ad Interamnia, e dallo stesso lago al Gargano, troveremo di qua, e di là esattamente le 25 miglia di Strabone. Con questo passo adunque, invece di fissarsi il vero sito di Buca, non altro si avverte, che 1'estensione del di lei golfo.

Non reggendo adunque il parere del Cluverio appoggiato alle malintese parole di Strabone, in qual altro luogo si troveranno per avventura le vestigia di Buca ?

Taluni equivocarono puranche nel nome, e da questo nel sito. In Tolommeo per error del copista, invece di Βουκα, si legge Βουβα, e con questo stesso nome di Buba si trova presso Stefano Bizantino, che con altro massimo errore l'aggiudicò a' Peucezj. Aveva pur ragione 1'Olstenio di meravigliarsi di lui, non avendo potuto trovare tra le città d'Italia alcuna Buba, onde non ebbe difficoltà di correggere Βουβα, in Βουκα, essendosi scambiato nella barbarie de' tempi il κ in β, come ad altri autori è avvenuto. In Stephano leggendum Buca, quae Frentanorum est civitas ad Superi maria littus, quam longius a Peucetiis (2). Or, chi '1 crederebbe ? una folla di scrittori giurando fede a questa corrotta parola, appellò questa città col nome di Buba, e non riflettendo alla sua fisica situazione disegnata da' recitati classici scrittori, la fissarono o a Termoli, o a Marozzo nella foce del Trigno, o a Sette distrutto castello nel tenimento di Lanciano presso la corrente del Sangro, e taluno anche a Pescara. Tra questo numero entrarono il Biondo, l'Alberti, Gaspare Beretta nella sua tavola corografica d' Italia, l'Orlendio, Iacopo Hofman, il Pacicchelli, Giacomo Fella Lancianese, e non pochi altri, di cui sarebbe cosa ben lunga, ed incomoda di riportar le parole.

Io vengo alla mia opinione. Se noi considereremo con attenzione i passi de' citali antichi autori, troveremo, che Buca non altrove era riposta, che tra Ortona, ed Istonio , ossia al nord dell'odierna città di Vasto, e non già dalla parte opposta verso Puglia, o in sito più lontano. Infatti Plinio non altrove la ripose : Oppida Istonium, Buca, Ortona, Aternus arnnis. Ecco prima Istonio, venendo da Puglia, e poi Buca, ed Ortona. Pare, che ne convenga puranche la descrizione di Strabone : Pont Aternum Orlon est, et Buca ipsa Frentanorum, e se 1' appellò contermina Teano Apulo, dobbiain intendere, che dopo di lei ( non avendo in questo viaggio nominato Istonio) s'incontrava Teano. Da Tolommeo fu riposta parimente nelle vicinanze d'Istonio : Tiferni amnis ostia, Buca, Istonium, e questo anche va bene. Finalmente da Mela, al par di Plinio, venne Buca situata tra l'Aterno, e Vasto: Frentani tenent Aterni fluminis ostia; Buca, Istonium. Possiam dunque dubitare, che Buca fosse al nord di Vasto, ossia verso Ortona, ed Aterno ? Ma questo primo dato non sembra bastante a stabilire in una maniera precisa la di lei situazione. Ccrchiam perciò in quale angolo di tutto questo spazio circoscritto da Plinio, per quanto ne passa tra Ortona, ed Istonio, ella fosse stata un dì eretta. Quest'angolo è quella specie di promontorio, o punta di terra sporgente al mare, che s'alza, al di sotto di Vasto in distanza di tre miglia in circa al nord-est, cui dassi il nome di Penna, e dove s'erge il sontuoso casino de' marchesi di Vasto, e chiesa di S. Maria della Penna. Lucio Canacci di Vasto, che scrisse del sito, e della fortuna di questa celebre distrutta città, avendo con ogni diligenza esaminati tutti i luoghi, non pensò altrimenti (3). Tra gli antichi monumenti da lui osservati nel sito di Penna rammentò le vestigia di un teatro, gli avanzi di due tempj, molti acquidotti, spesse reliquie di sepolcri, come anche di mura, di colonne, di grandi mattoni, di tegoli, e di marmi. Il medesimo avvertì, che altri grandiosi pezzi di antichità vi si troverebbero, se Giacomo Caldora padrone di Vasto non l'avesse fatto colà trasportare per fabbricarvi il suo bel palazzo, di cui ancor restano gli avanzi, Attestò il Pollidoro, che allora quando in questo sito tranquillo è il mare si vedino tra le acque i resti, e le fondamenta di molti edificj, che si crede essere state del porto di Buca (4). Sostenne la stessa sentenza, oltre del Canacci, Alfonso Viti, il quale aggiunse (5), che nel descritto sito di Penna resti tuttora in un certo luogo la denominazione di Buca, con e cui viene appellato da' paesani.

Ma la memoria la più certa, che abbiamo, per provare in una maniera invincibile, e la situazione di Buca nel descritto luogo, e la sua esistenza a' tempi dell'impero, ci si porge da una lapida sepolcrale eretta a Marco Blavio curatore delle vie Claudia-Valeria, e Trajana-Frentana, che qui riporto interamente. Fu trovata nel detto sito di Penna, ma rotta nel mezzo, di cui una parte si lesse dal Pollidoro nel rammentato casino de' marchesi d'Avolos, e l'altra nel loro giardino, che si vede a Vasto. Credettero alcuni di potersene fare due diverse iscrizioni, ma egli assicurò che 1'una, e l'altra riguardino il medesimo monumento ex conditione lapidis, litterarum forma, opera, et mensura. Fu letta parimente dal celebre p. Paoli stanziante allora nel suo collegio di Vasto, che la divulgò. È di questo tenore :

M. BLAVIO Q.P.
IV V. I. D. AEDILI
CVRAT. VIAR. VALERIAE CLAVDIAE
ET TRAIANAE FRENTANAE
INTERAMNATES HISTONIENSES
BVCANI
BEN. MER. (a)

*

FVNVS SEPVLCHRVM MARMOREVM
ET MACERIAM DECREVERVNT

(a) Noi abbiam parlato moltissimo di questa iscrizione nelle nostre Scoverte Frentane.

Da questa bellissima iscrizione eretta dagl'Inleramnati, diagli Istoniesi, e da' Bucani a M. Blavio è facile a risolvere due punti molto interessanti per la storia di Buca. Il primo, ch'essendosi trovata tra molle ruine nel luogo di Penna, ci somministra una pruova infallibile per credere quello il vero sito della città menzionata. Il secondo, che per mezzo di essa risappiam 1'epoca, in cui puranche fioriva, cioè a' tempi di Trajano, che morì nel 118 dell'era volgare, e di Antonino Pio, come vedremo.

Un altro monumento dell'esistenza, e della situazione di Buca ci rimane qui da spiegare. E una iscrizione eretta da' Bucani al nominato Antonino, che mori nel 161 dell'era volgare, scoverta nel medesimo sito di Penna, come riportano gli storici di Vasto Caprioli, e Canacci, oltre del Baroncini canonico di Chieti (6). Fu pubblicata parimente dal Muratori (7), ed è del seguente tenore :

IMP. CAESARI
T. AELIO HADRIANO DIVI F.
ANTONINO
PIO FELICI AVGVSTO
P. P. TRIS. POT. VIII COS. III
BVCANI OB MERITA
POS.

Da tutte le memorie, e da' riscontri lapidarj qui addotti noi ci lusinghiamo, che ogni leggitore resterà persuaso del vero sitoo di Buca nel luogo di Penna, e della di lei esistenza ne' primi secoli del cristianesimo. Ella durava oltre del decimo secolo, di cui troviam memoria col nome di città nelle antiche carte di questa regione. In un breve registro (8) delle chiese, e de' beni stabili del monastero distrutto di S. Stefano in rivo maris, che da Buca non rimaneva molto lontano, fatto nel 1006, si legge la chiesa di S. Eustachio in civitate Buca. Vi era dippiù la chiesa di S. Paolo Ap. detta de Buca, che apparteneva alla prepositura di S. Pietro di Vasto. Trovasi anche menzione di Buca, ch'erasi cambiata in Bucara, o piuttosto del di lei porto, nell'istoria dell'invenzione, e della traslazione del corpo di S. Cataldo vescovo di Taranto scritta da Berlengiero Tarentino, o da qualche altro, e riportata da' Bollandisti. Si parla in essa della navigazione di un giovine delle Gallie (9), che tornando da terra santa ventorum obstaculo quaedam qua vehebatur bucina Trani moram fecit. Questo passo mendoso così fu restituito dall'Enschenio : navigio redeunte, quo vehebantur quidam Trani, vel Tranitani, ventorum obstaculo Bucarae moram fecit, e poi spiegò, che Buca, Bucara, detta anche Bica, e Buba, citata da Mela, e da Tolommeo sia la medesima città, secondo Celso Cittadino presso il Ferrari, che oggi dicesi Termoli, o secondo altri Marozzo in quelle vicinanze. Ma qui dalle cose già dette ognun vede quanti sbagli abbia preso questo annotatore.


(1) Strab. lib. VI. in fin.
(2) Holsten. in Steph. v. BYBA.
(3) L. Canac.de sit..Buc. et Iston. ap. Pollid. ms.
(4) Pollid. de Iston. m$.
(5) Viti Mem. istoriche del Vasto ms.
(6) Baronc. ap. Pollid.
(7) Murat. class. XV. pag. 1032.
(8) Pollid. citat.



Nessun commento: