venerdì, agosto 25

Regio IV Samnium

Denominazione
Le denominazioni delle regioni augustee erano solo numerali, e solo le fonti accademiche attuali usano attribuire al nome ufficiale romano un aggettivo che ne designa il territorio. Comunemente per la regio IV si usa Samnium, o Sabina et Samnium, molto impropriamente in entrambi i casi perché il Sannio storico sconfinava a sud ben oltre la regio IV, nell'Hirpinia della Regio II ed in parte della Regio I Latium et Campania.

Territorio
Abruzzo, Molise e la regio IV
Si estendeva per un variegato territorio lungo la costa adriatica e nell'Appennino centrale, che a nord ne segnava il confine con la regio V Picenum, lungo lo spartiacque tirrenico dei Monti Sibillini e quello dell'Aterno sul Gran Sasso (Mons Fiscellus), fino al mare, includendo Pinna (Penne) e Ostia Aterni (Pescara). Il confine occidentale con la regio VI Umbria non superava lo spartiacque della Nera fino alle cascate delle Marmore, poi grosso modo seguiva la via Salaria fino al Tevere, fiume che stabiliva il primo confine con la regio I Latium et Campania. Includeva ancora parte della valle dell'Aniene e della Valle Roveto (la Marsica non comprendeva l'Alto Sangro), per poi estendersi nel Sannio pentro fino all'alto Volturno e a Saepinum. Il confine orientale era segnato in parte fino all'Adriatico dal fiume Biferno (Tifernus).

Città
La vastità del territorio interessato includeva un altrettanta varietà di centri urbani di varia fondazione e importanza economica. La maggiorparte delle città nella regione era legata alla pastorizia e all'industria laniera, aventi come mercati collegati centri tanto divergenti (Roma, Capua, Beneventum) da rendere la regione un circondario unitario per le sole affinità economiche e produttive che non avevano un riferimento centripeto comune.
Reate: ponte sul Velino.

Reate
Il primo centro della regio IV importante lungo la via Salaria era Reate (Rieti). Era situata sotto l'odierna Rieti, vicino alla Regio VI Umbria, al margine meridionale di una vasta piana sorta a seguito della bonifica del lacus Velinus, operata dal console romano Mario Curio Dentato, dopo che nel 290 a.C. strappò la città ai Sabini.

Amiternum
Uno dei centri sabini più importanti, era situato ai piedi del Gran Sasso nei pressi della attuale città dell'Aquila (San Vittorino). Fu romana si dal III secolo a.C., sede di una importante industria laniera che si sviluppava in vici e fori nella attuale conca aquilana (Foruli, Forcona) e nel vicino municipio vestino di Peltuinum.

Res publica Aequiculorum, mura ciclopiche (Civitella di Nesce) Città eque
Alcune colonie latine (Carseoli e Alba Fucens) si insinuarono fra i territori equi e marsi costituendo i primi centri urbani. Gli equi non ebbero mai una città come quelle dei muncipia confinanti, ma i villaggi che fino ad allora avevano goduto dell'autonomia concessa ai federati in età augustea furono riuniti in un nuovo municipium detto res publica Aequiculorum che non costituì mai una città ma solo un accentramento amministrativo con forum, acropoli e santuario, probabilmente qualche piccola basilica, cui facevano riferimento i villaggi sparsi dell'attuale Cicolano (CICOLANO < (AE)QUICULANUM AGER).


Carseoli

Altro importante centro pastorale nella regione era Carseoli, nei pressi dell'attuale Carsoli (precisamente in località Civitella, oggi in comune di Oricola). Situato lungo la via Valeria, nacque come colonia latina nel 298 a.C., al centro del territorio degli Equi, quattro anni dopo la fondazione di Alba Fucens. La posizione strategica fra il Latium e il Fucino ne fece il centro di riferimento per le popolazioni dei monti Simbruini e del Cicolano (Equicoli).

Alba Fucens Alba Fucens, decumano
Alba Fucens è la seconda colonia latina in territorio equo, fondata nel 303 a.C., 4 anni prima di Carseoli. Sorgeva su un ripiano del colle dell'attuale Massa d'Albe, e insieme a Sora nella Regio I rappresentò il primo tentativo di arginare l'espansione dei marsi accerchiandone il territorio. Le attività economiche della città, oltre che legate alla pastorizia, erano incrementate dal microclima del lago Fucino che permetteva l'insediamento sporadico di colture mediterranee sulle colline circostanti, specialmente dopo la regimentazione del livello delle acque operata da Nerone, che favorì anche la pesca e l'itticoltura.

Città marse
Le due città dei marsi più importanti sono Marruvium e Antinum. Della prima non vi sono tracce (come per Anxa); se ne ipotizza la localizzazzione presso Venere di Pescina o San Benedetto dei Marsi, sulle sponde dell'antico lago Fucino; economicamente affine ad Alba Fucens rappresentò la più interna sistemazione urbanistica romana in territorio marso, precedentemente costituito da villaggi e centri fortificati. Antinum è invece la città che ha lasciato il maggior numero di testimonianze della vita civile. Ubicata nell'attuale Valle Roveto, laddove oggi sorge il centro di Civita d'Antino, di essa restano le tracce di mura poligonali e ville rustiche, nonché una corposa documentazione epigrafica che testimonia un economia pastorale legata a Sora e alla Regio I[citazione necessaria]. Valle Roveto deriva da Vallis Urbis Veteris, ovvero valle della vecchia città, cioè Antinum quando perse la diocesi e il titolo di civitas). Presso l'attuale Luco dei Marsi era Lucus Angitiae, un centro urbano legato ad un importante santuario, probabilmente il santuario etnico marso principale, dove è attestato il culto di Angizia come divinità ctonia e dei serpeni, o come maga figlia del Sole, sorella di Circe e Medea.

Corfinium Sulmona oggi (in fondo a sinistra Corfinio)
Per importanza storica Corfinium è stato il primo centro della regio IV e di tutta l'Italia centrale dopo Roma. Si trova al centro della conca peligna, a 345 m. slm., vicino l'attuale Sulmona. Con il nome di Italia fu capitale della vasta lega degl'italici nel 90 a. C. che insorse contro Roma reclamando i diritti di cittadinanza per tutti i municipia federati. La città che era il fulcro economico del circondario pastorale peligno, aveva anche importanti attività agricole ancora testimoniate dalle vistose tracce di centuriazione e regimentazione delle acque in tutta la bassa valle del Gizio fino alle sorgenti del Pescara. In questo contesto agricolo Ovidio cita [citazione necessaria] più volte la sua città natale, Sulmo (oggi Sulmona), per le interessanti opere di regimentazione delle acque d'irrigazione.

Città adriatiche:
La zona adriatica era la parte della regione economicamente più unitaria, benchè culturalmente variegata. La vicinanza della costa adriatica premetteva l'insediamento delle più comuni colture mediterranee, e dal punto di vista commerciale, la costruzione di una rete di porti discretamente attiva. Le popolazioni ivi insediate appartenevano ai gruppi sabellici e non avevano sviluppato un sistema urbano raffinato come quello latino (campano ed etrusco), per cui, prima della dominazione romana, le città erano molto simili a quelle dell'interno appenninico in linea con la distribuzione territoriale delle popolazioni interessate che occupavano indistintamente i territori della costa e degli altipiani interni.

Pinna (Penne): la città, insieme a Peltuinum era il centro più importante dei Vestini. Raggiunge un discreto assetto urbano solo dopo la guerra sociale quando la vicinanza politica con Roma, insieme al prolungamento della Via Valeria nel 49 d.C., ne fecero un municipium di discreta importanza locale, sede di una importante diocesi cristiana nel medioevo.

Teate Marrucinorum (Chieti): Il nome Teate M. deriva da touta marouca, ovvero "amministrazione (capitale, governo) dei marrucini" , ne era infatti l'unica città vera e propria. Le numerose testimonianze archeologiche attestano una radicata vita civile già a partire dalla fine della guerra sociale, che si innesta sul precedente status di touta (capitale); i monumenti più significativi sono il foro, le terme e l'anfiteatro risalenti al I-II sec. d.C.

Anxanum (Lanciano): In epoca augustea dovette conoscere una buona prosperità grazie alle sue fiere, dette nundinae. Vicino ad un'antichissima rotta commerciale che collegava la Puglia all'Italia settentrionale già in età preromana in epoca romana divenuta via Traiana da (Hostia Aterni 'Pescara' a Barium 'Bari'), fu un centro commerciale di notevole importanza per i collegamenti con il Sannio.

Ortona

Histonium (Vasto):
Capitale dei Frentani, fu distrutta da Silla nella battaglia contro Mario, e non si riusci a ricostruirla prima del 117.

Saepinum e Bovianum
L'area del Sannio ricadente nell'attuale Molise subì meno di tutte le conseguenze della romanizzazione che anzi rappresentò un vero e proprio volano per l'economia locale insieme alla radicale riforma urbanistica repubblicana e alle innovazioni dell'età augustea. La pastorizia fu incrementata dallo sviluppo delle vie di comunicazione e dei commerci in Campania e Apulia creando le premesse di un florido sistema economico sopravvissuto fino all'Unità d'Italia.

Saepinum Bovianum Undecimanorum Aesernia e Aufidena
Mura ciclopiche a Pietrabbondante.
Diversamente dal Sannio molisano, le città caracene dell'Abruzzo e del Molise, non ebbero grande sviluppo per la concorrenza dei vicini mercati della Regio I che ne assorbivano il circondario industriale e pastorale.
Aesernia
Aufidena

Vie di Comunicazione
Via Valeria
Via Caecilia
Via Claudia nova
Via Paeligna
Via Sorana





1 commento:

Anonimo ha detto...
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