Dialetto tavennese (grammatica)
Grammatica tavennese Un po’ di regole del dialetto tavennese: Alcune vocali finali (non accentate) in “-e” (Es.: “la notte, la febbre”), si trasformano in una “-e” non ben distinta, ormai inesistente. Anche le finali “-che, -cche, -ca, -cca, -co, -cco”, tendono a non far sentire la “-e”, la “-a” e l’”-o”, sfumadole in una “-e”, ormai inesistente. Le vocali finali (non accentate) in “-a, -o” (Es,: “forno, Tavenna”) tendono a non farsi sentire, sfumando in una “-e”, non ben distinta, ormai inesistente;
Davanti ai pronomi e nomi di persona (comuni o propri), quando sono complemento oggetto si usa la preposizione “a”.
Es.: “Conosce a te, chiama allu miedeche, beata a te!”, che stanno per “Conosco a te, chiama al medico, beato a te!”. Tipiche espressioni dell’italiano parlato nella Frentania; È radicata la pronuncia con “-b” e “-g” raddoppiate. Es.: “subbete, cugginme” (la prima “e” di “subbete” è muta), che stanno per “subito, cugino”;
È di uso comune “mò” per “or...